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Monte Morrone 2142 mslm
5 Giugno 2021
- Che facciamo quest’anno ci andiamo sulle Alpi?
- Non saprei..abbiamo fatto poche invernali poi dovremmo capire dove..
- Qualcosa in mente ce l’ho poi ti dico, intanto pensiamo a un itinerario per sabato che dobbiamo allenarci!
Nasce così, come preparazione a progetti più ambiziosi, la nostra gita nella Riserva delle Montagne della Duchessa, tra Lazio e Abruzzo
Conosciamo bene, per aver frequentato spesso la zona, la salita che dl borgo di Cartore, per la Val di Fua, arriva prima agli stazzi delle Caparnie e poi al Lago della Duchessa.
Decidiamo di affrontare la buona pendenza prima con passo sostenuto, poi alternando accelerazioni e recuperi, facendo lavorare bene cuore e gambe. Ma non siamo in gara e usciti dal bosco procediamo a passo più tranquillo godendoci la natura e il contesto selvaggio, con mandrie di cavalli e bovini allo stato brado e greggi di pecore protetti dai loro cani guardiani e conduttori
Il Lago della Duchessa è sempre uno spettacolo e un Velino ancora in veste invernale e l’imponenza del “paretone” del Murolungo di fronte a noi ne completano la corniceImage
Un altro strappetto e siamo sulla cresta che ci porterà in vetta, un po’ di vento ma è normale, qualche goccia d’acqua ma nulla di più, condizioni quindi anche migliori di quelle che ci aspettavamo che ci consentono di goderci il tragitto, abbastanza esteso, che passando per punta ZIS ci portano fino alla vetta del Morrone a 2142 mslm

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Monte Gorzano 2458 mslm
23 Maggio 2021
Dopo un nuovo periodo di stop forzato che le follie governative ci hanno imposto rieccoci in montagna per l’escursione di gruppo. Scegliamo come meta la Laga e precisamente il Gorzano che con i suoi 2458 metri ne rappresenta la vetta più alta partendo dal versante laziale, sopra Capricchia una frazione di Amatrice, luogo che, come tutta la zona colpita, porta ancora evidenti segni del disastroso terremoto di cinque anni fa e dello sconcertante abbandono in cui sono state lasciate le popolazioni locali.
Dal parcheggio del Sacro Cuore prendiamo il sentiero verso la vetta del Gorzano che, alternando tratti più ripidi a tornanti e rilassanti vie di una faggeta di un verde acceso tipico della stagione primaverile.
ImageLa Laga è un territorio ricco d’acqua e nel primo tratto del cammino, anche se riusciamo solo ad intravederle, ci accompagna il fragore delle cascate sottostanti
Usciti dal bosco,valutiamo la salita in cresta scegliendo di tagliare per una via che, nonostante sia più ripida, ci consente di evitare delle lingue di neve che coprivano il sentiero segnato
Nulla di pericoloso ma nessuno di noi ha attrezzatura invernale e con le scarpe leggere abbiamo preferito affrontare per il pendio erboso e ritrovarci più rapidamente in cresta
 
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SCIALPINISMO SUL MONTE SIRENTE
SALITA PER LA NEVIERA E DISCESA PER IL CANALE MAIORI
Siamo a metà maggio, e la grande quantità di neve caduta in questo inverno 2021 ci consente ancora di fare delle gran belle sciate.
Propendiamo per un itinerario classico dell’Appennino, in zona Monte Sirente, 2.349 metri. Il meteo dà stabile ma ventoso fino alle 12, per poi prevedere un guasto importante nel primo pomeriggio. E così sarà puntualmente.
Si parte dallo “chalet bruciato”, lungo la strada che collega l’altopiano delle Rocche al paese di Secinaro, in questo angolo d’Abruzzo veramente piacevole. Il versante nord del Monte Sirente, a differenza di quello a sud molto docile, è aspro e severo, dalla conformazione dolomitica, terreno di avventura per salite alpinistiche invernali anche su difficoltà molto sostenute, oltre che per splendide discese sui profondi canali di scorrimento delle valanghe. Per questo lo scialpinismo da queste parti richiede buona valutazione delle condizioni e preferibilmente gite primaverili, quando la neve è trasformata ed il manto nevoso è stabile, poiché, come testimoniano i poveri alberi martoriati, l’impatto delle valanghe può essere veramente disastroso.
Image 
Saliamo sci in spalla nel rigoglioso bosco di faggi per circa 300 metri, seguendo il sentiero della via normale che sale per la valle Lupara (la cosiddetta “normale al Sirente”), per poi deviare verso sinistra, in direzione della Neviera. La neve inizia intorno ai 1.700 metri, per non abbandonarci più fino alla uscita in cresta, intorno ai 2.200 metri. La salita per la Neviera è molto suggestiva, tra i bastioni rocciosi che fanno da cornice ad un canale dalla pendenza costante che, tranne in brevi tratti, si aggira sui 30 gradi. Le svolte in alcuni casi sono un po' difficoltose, stante la neve un po' scivolosa, che ci suggerisce di mettere i rampant per stare più sicuri.

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"Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere."

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